I timbri del Cammino di San Nilo

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Caselle in Pittari

Madonna del Monte

Dove trovarlo

B&B Casa Caselle – Caselle in Pittari

Epigrafe

Marònna ri lu Mundi, àuta e ssuprana
‘Madonna del Monte, che sei in alto e domini il mondo con la tua benevolenza’
Μ(ήτη)ρ Θ(εο)ῦ
[leggi: Mítir Theú]
‘Madre di Dio’
Ἰ(ησοῦ)ς Χ(ριστό)ς
[leggi: Iisús Christós]
‘Gesú Cristo’

Descrizione

Il Santuario mariano sul monte Gèlbison, conosciuto in tutta l’area della sua frequentazione, che ricalca a grandi linee il territorio appartenente alla Lucania bizantina, per antonomasia come il Monte (lu Móndi, u Móndi, lu Mundi, u Mundi), sottointeso Sacro, o Monte di Novi (lu Móndi ri li Nòvi, lu Móndi ri Nòva, lu Mundi ri li Nòvi), dove si venera la Madonna del Monte, Madonna di Novi Velia o piú semplicemente la Madonna di Novi.
Da ben oltre mille anni vi si rinnova con assoluta fedeltà il concorso di gente che giungeva, e talvolta vi giunge, dopo un cammino a piedi durato anche molti giorni, con la particolarità che l’afflusso era ed è distribuito per tutto il tempo della sua apertura, nel periodo estivo, ogni comunità, denominata nella sua dimensione religiosa cumbagnía, nel giorno assegnato a ciascuna dalla tradizione, dall’ultima domenica di maggio, un tempo il martedí di Pentecoste, festa di Santa Maria di Costantinopoli, alla seconda di ottobre. In questa data può avvenire che si ritrovino insieme i piú devoti di ogni paese.
Il luogo suggestivo e accogliente, da cui in condizioni ottimali lo sguardo si estende da Capri alle Eolie, finanche all’Etna e alla Sardegna, rinsalda la fede e regola le credenze mariane dei pellegrini.
La piena sintesi della teologia mariana, in ordine all’alto ufficio di Mediatrice dell’umanità che pecca – mutuata dall’insegnamento della Chiesa orientale che in queste terre introdusse il Cristianesimo –, sulla bocca del popolo è raggiunta nelle parole del canto Marònna ri lu Mundi, àuta e bbèlla, Riggína ri lu ciélu e ddi la tèrra, eseguito in onore della Vergine del Monte di Novi Velia – santuario sorto nel cuore del Cilento in séguito alla lotta iconoclasta, al momento del ripristino del culto delle immagini, e baluardo dei confini della Lucania bizantina –, qui proposto nella forma dialettale del basso Cilento: Marònna ri lu Mundi, àuta e ssupràna,/ iu pèccu, Vui prighàti e DDiu pirdúna [‘Madonna venerata sul Monte di Novi Velia, eccelsa e potente, qualora io cada in peccato, Dio vorrà perdonarmi per l’intercessione delle vostre preghiere’].
Sembra quasi, nella tripartita figurazione, che Dio sia lí in attesa solo dell’uomo che s’aspetta d’essere perdonato, pur nell’iterazione della colpa, per le virtú impetratorie della Santa sua Madre.
È questa la sintesi della mariologia bizantina.