Dove trovarlo
Terra Madre – Morigerati
Epigrafe
Ὁ Ἅ(γιος) Νεῖλος
[leggi: Ho Ájios Nílos]
‘San Nilo’
Descrizione
Il timbro fa riferimento al profondo legame che Rofrano stabilì con Nilo di Rossano dal momento della donazione di Ruggero II del 1131 sino ai nostri giorni.
La comunità monastica rofranese godé sempre di grande considerazione a Grottaferrata – il suo prostátis (egumeno) figurava al secondo posto, dopo l’archimandrita, nell’ordinamento di questa Congregazione, come risulta da una táxis (‘ordine d’onore’) incisa sulla balaustra della chiesa abbaziale di Santa Maria delle Grazie di Grottaferrata –, fino alla soppressione, avvenuta poco dopo la concessione nel 1490 del feudo rofranese da re Ferrante d’Aragona a Giovanni Carafa conte di Policastro, a causa dei dissapori avuti con quest’ultimo. I monaci trovarono rifugio quindi in San Pietro di Tumusso di Montesano.
Il volto stilizzato che vuol raffigurare la A nell’abbreviazione di Àjios è tratto da un codice manoscritto da San Nilo e conservato nella Biblioteca del Monastero Esarchico di Grottaferrata (m.s. b.α. 19, f. 1r).