I timbri del Cammino di San Nilo

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Sapri

La Madre di Dio

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La locanda dei 300 – Sapri

Epigrafe

Μ(ήτη)ρ Θ(εο)ῦ τοῦ Ῥοφράνου
[leggi: Mítir Theû Rhofránu]
‘La Madre di Dio di Rofrano’

Descrizione

Il timbro raffigura l’antico accesso al cenobio italogreco di Rofrano, intitolato a Santa Maria di Grottaferrata.
Nel 1131 il normanno Ruggero II dal suo Palazzo di Palermo, con un crisobollo (documento di carattere solenne che, come nell’uso imperiale bizantino, era munito di un sigillo aureo con l’effigie del sovrano), donò al monastero di Santa Maria, che San Nilo di Rossano aveva fondato a Grottaferrata nel pressi di Roma nel 1004, alcune fondazioni monastiche di rito bizantino che avevano costellato l’Italia meridionale prima dell’avvento dei Normanni e della costituzione del loro Regno, concentrate nella Lucania altomedievale, per costituirne una prima dotazione patrimoniale: Santa Maria di Grottaferrata a Rofrano, Santa Maria di Vito a Laurino, San Zaccaria di Diano a Sassano, San Pietro de Tumusso a Montesano, San Matteo a Policastro, San Pietro a Rivello, San Nicola de Saracusa a Scalea, di Santa Maria de Siríppi a Sanza. Vi aggiunse poi la chiesa di San Nicola dei Greci a Benevento e alcune case alla Porta Nova e alla Giudecca di Salerno.
L’iscrizione, concepita come per un’icona, mira a mettere in evidenza l’intrinseco legame dell’istituzione rofranese col titolo mariano a cui deve la propria origine. Per ovvi motivi di spazio, s’è sottintesa la specificazione di Grottaferrata.
È stata scelta la forma τοῦ Ῥοφράνου ( Rhofránu) invece che τοῦ Ῥοφρανοῦ ( Rhofranû), che sarebbe regolare in greco, per adeguarsi alla pronunzia locale del toponimo.