Rofrano

Un paese sospeso tra cielo, boschi e devozione

Situato a oltre 800 metri di altitudine, Rofrano è il borgo più alto attraversato dal Cammino di San Nilo. Immerso in una cornice naturale di straordinaria bellezza, tra boschi di faggio e castagno, il paese si presenta come un balcone affacciato sul Cilento interno, in dialogo costante con la montagna e il cielo.

Vi si giunge dopo aver lasciato Montano Antilia e superato uno dei tratti più meditativi del cammino. Il sentiero che conduce a Rofrano si fa largo tra zone rurali, silenzi profondi e aperture paesaggistiche che invitano alla contemplazione. Arrivare qui significa salire, ma anche fermarsi: è una delle tappe che più evocano il senso di ricerca e raccoglimento.

Fede popolare e radici bizantine

Il cuore spirituale del borgo è legato alla devozione per la Madonna di Grottaferrata, alla quale è dedicato un importante santuario posto poco fuori dal centro abitato. Non è un caso: secondo la tradizione, san Nilo fu accolto e guidato proprio dalla comunità di Rofrano nel suo cammino verso Grottaferrata, dove fondò la famosa abbazia. Questa memoria è ancora viva nelle celebrazioni e nei racconti orali tramandati nel paese.

Rofrano conserva tracce evidenti della spiritualità bizantina, nei toponimi, nei luoghi di culto, nella struttura stessa del centro storico. Le stradine in pietra, le fontane, i portali antichi e gli affacci sulle valli fanno di questo borgo un luogo in cui passato e presente convivono senza rumore.

Un cammino che si apre

Da Rofrano si aprono due strade: una prosegue verso San Nazario, seguendo la via più battuta del Cammino di San Nilo, l’altra si spinge più a sud, toccando alcuni tratti che richiamano ancora i percorsi utilizzati da pellegrini e monaci. È un punto di snodo, ma anche di sosta, dove il passo può rallentare per ascoltare, orientarsi e ricaricarsi.

Cosa vedere a Rofrano

    • Santuario della Madonna di Grottaferrata: luogo simbolico e spirituale del cammino.
    • Centro storico: un dedalo di vicoli, archi, case in pietra e scorci panoramici.
    • Fontane e lavatoi antichi: segni della vita comunitaria legata all’acqua.
    • Panorami sul Parco del Cilento: visioni ampie e incontaminate sull’entroterra.
    • Percorsi naturalistici verso il monte Cervati e il Gelbison: ideali per chi vuole prolungare l’esperienza.

Referenti di tappa