Tappa 05
Da Caselle in Pittari a Rofrano
Da Caselle in Pittari a Rofrano: una salita nella luce del Cilento
Quella che da Caselle in Pittari conduce a Rofrano è la tappa che più si addentra nella montagna. Un percorso lungo e silenzioso, che attraversa la fitta vegetazione del monte Centaurino, nel massiccio del Cervati, fino a raggiungere la massima altitudine dell’intero cammino.
Si parte dal centro abitato lungo viale Roma, attraversando il paese fino a via Caporra e alla rotatoria che segna l’uscita dall’abitato. I primi chilometri si svolgono su asfalto, in leggera salita, tra uliveti e piccoli appezzamenti coltivati. Una fontana lungo il percorso offre la possibilità di rifornirsi d’acqua prima di entrare nel tratto più naturale e isolato.
L’area attrezzata di Valle Strazza, a poco più di 3 km dalla partenza, rappresenta una sosta strategica. Tavoli in legno, un rifugio, e la possibilità di fare una pausa immersi nel verde. Da qui la strada diventa sterrata e si inoltra nel cuore del bosco.
La salita è costante ma mai eccessiva. Il tracciato si snoda tra le fronde di querce, castagni e lecci, accompagnato dalla luce che filtra tra gli alberi e dagli scorci che si aprono a tratti sulla vallata. In giornate limpide si distinguono in lontananza i monti dell’Orsomarso in Calabria e, verso sud, perfino il profilo dello Stromboli. È il punto in cui il cammino cambia respiro: ci si sente dentro al cuore del Cilento.
Il monte Bulgheria, chiamato qui “la leonessa” per la sua forma accovacciata, appare in lontananza, segnando simbolicamente il superamento della prima metà del percorso. Il punto più alto della tappa si raggiunge a 755 m di altitudine, sul Centaurino: un crinale da cui la vista abbraccia orizzonti larghi e pieni di silenzio.
La discesa verso Rofrano è dolce e panoramica. Lungo il sentiero, segnato da incroci che si superano mantenendo la destra, si incontra la piccola frazione rurale di Sandu Leo, con i suoi campi e le sue voci di lavoro.
L’arrivo a Rofrano avviene dal basso, come ancora oggi fanno le compagnie in pellegrinaggio verso il Monte Gelbison. Dopo aver superato il ponte, una breve salita porta in piazza Cammarano, centro del borgo e luogo di accoglienza per i viandanti. Rofrano custodisce una profonda eredità spirituale: qui sorgeva il cenobio di Santa Maria di Grottaferrata, collegato all’abbazia fondata da San Nilo. Una tappa che segna un confine e apre un nuovo capitolo del cammino: quello dell’ascesa.
Traccia da seguire
- Tappa lunga e montana, immersa nei boschi del massiccio del Cervati, con dislivello continuo ma regolare.
- La salita è graduale, ma richiede resistenza e passo costante.
- Una fontana utile è presente lungo la prima parte del percorso, in prossimità dell’area attrezzata di Valle Strazza, ideale anche per una sosta.
- Il punto più alto del cammino si raggiunge a 755 m, con vista sulla Calabria e sullo Stromboli nelle giornate limpide.
- Il tracciato segue antiche vie di transumanza e pellegrinaggio.
- L’ingresso a Rofrano, dal basso, richiama il gesto antico dei devoti diretti al Monte Gelbison.
- Il borgo conserva la memoria del cenobio di Santa Maria di Grottaferrata, legato alla presenza di San Nilo nel Cilento.
Statistiche
Referenti di tappa
I timbri
- B&B La Nostra Casetta
- Info point Cammino di San Nilo - Rofrano
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