Caselle in Pittari
Sorgenti, grotte e la forza discreta della terra
Caselle in Pittari è un borgo dell’entroterra cilentano, immerso in un paesaggio che parla il linguaggio dell’acqua e della pietra. Circondato da campi coltivati, boschi e fenomeni carsici, si colloca in una zona dove la natura sembra lavorare in profondità, con fiumi che scompaiono nel sottosuolo e grotte scavate dal tempo.
Il paese è noto per la presenza dell’inghiottitoio del Bussento, dove il fiume omonimo sprofonda nelle viscere della terra per riemergere più a valle, a Morigerati. È un luogo che non offre solo bellezza naturalistica, ma anche una tensione verticale, spirituale, che si riflette nel paesaggio.
Un’eredità che si respira nella roccia
Nelle vicinanze del borgo si trova l’Eremo di San Michele, scavato nella roccia e legato alla figura di San Nilo, che secondo la tradizione visse qui in eremitaggio. È un luogo appartato, dove la spiritualità si manifesta nel silenzio, nel muschio, nella luce che filtra tra le pietre. Non c’è monumentalità, ma una presenza discreta e profonda, che ancora oggi accompagna chi vi giunge in cammino.
Caselle in Pittari è anche custode di un’identità contadina viva, che si esprime nel Palio del Grano, una festa comunitaria che ogni estate celebra la mietitura come gesto rituale, collettivo, agricolo e simbolico. Un modo per affermare il valore della memoria condivisa e del lavoro della terra.
Cosa vedere a Caselle in Pittari
- Eremo di San Michele: luogo simbolico, immerso nella roccia e nella quiete.
- Centro storico: piccolo e autentico, con scorci rurali e architetture spontanee.
- Inghiottitoio del Bussento: uno dei fenomeni carsici più suggestivi del Cilento.
- Palio del Grano (luglio): evento partecipato che celebra l’identità agricola e la cultura locale del paese
- Percorsi naturalistici: ideali per camminatori e curiosi della biodiversità.