Tappa 04

Da Morigerati a Sicilì e Caselle in Pittari

Da Morigerati a Caselle in Pittari: tra silenzi, memorie e visioni d’altura

La quarta tappa comincia con l’eco dell’acqua ancora nelle orecchie. Morigerati si lascia alle spalle lentamente, tra le case in pietra e i viottoli che portano verso il fondovalle. Chi non l’avesse ancora fatto può visitare l’Oasi WWF Grotte del Bussento, prima di rimettersi in cammino.

Si scende lungo via Bucceri, poi ci si addentra in un sentiero a gradoni che attraversa la vegetazione lussureggiante. Un ponte di legno sospeso permette di oltrepassare il fiume, poco prima dell’antico mulino, ora in disuso ma ancora carico di memoria. Da qui inizia la salita: decisa, ma regolare, che porta alla frazione di Sicilì.

Il paesaggio cambia, si apre: tra case sparse, muretti a secco e uliveti, si cammina affiancati dal profumo della terra e dalla vista sulle colline che segnano l’orizzonte. Sicilì accoglie con la sua chiesa della Madonna dei Martiri, punto di riferimento spirituale per la comunità e ottimo punto di sosta per chi ha bisogno di una pausa.

Il cammino prosegue su sterrata e poi su mulattiera, tra tratti in pietra e terra battuta. In leggera deviazione, si raggiunge il monte Pittari, dove si erge l’Eremo di San Michele, incastonato nella roccia, circondato da bosco e silenzio. L’ingresso è semplice, ma l’interno colpisce: altari in pietra, statue votive, affreschi e segni lasciati da generazioni di fedeli. È uno dei luoghi simbolici del Cammino, dove la spiritualità si fonde con la natura.

Dall’eremo si torna sul tracciato principale e si inizia a scendere verso valle, attraversando sentieri immersi nel verde e vecchie scalinate in pietra. Questo tratto segue ancora oggi la via della processione di San Michele, che ogni anno attraversa il territorio collegando le comunità.

L’ingresso a Caselle in Pittari avviene lentamente, lungo strade che si arrampicano tra campi coltivati, segni di ruralità viva e antica. Il paese sorge su un piccolo altopiano e si sviluppa attorno a una torre medievale e alla chiesa madre. Ma Caselle è anche un borgo che guarda al futuro: qui ha sede la Bottega di Jepis, luogo di narrazione e comunità, e si celebra ogni estate il Palio del Grano, rito agricolo e culturale tra i più significativi del territorio.

Una tappa densa, che unisce spiritualità, paesaggio e cultura. Un tratto che invita a camminare con lo sguardo largo e il cuore aperto.

Segnali lungo la via

  • La tappa si sviluppa tra dislivelli accentuati e tratti in salita costante, ma senza particolari difficoltà tecniche.
  • Non sono presenti fonti d’acqua lungo il percorso: rifornirsi con attenzione alla partenza.
  • La salita all’Eremo di San Michele (leggermente in deviazione) è consigliata a chi desidera vivere un momento di raccoglimento o scoprire uno dei luoghi simbolo del Cammino.
  • Sicilì può rappresentare una buona sosta intermedia per ristoro.
  • A Caselle in Pittari sono disponibili tutti i servizi, oltre a una vivace offerta culturale e gastronomica.
  • È una tappa che invita a rallentare: per ascoltare, osservare, entrare più a fondo in sé stessi e nella spiritualità del luogo.

Statistiche

Referenti di tappa

I timbri

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