Cosa vedere a Sapri prima del Cammino di San Nilo: il Sentiero Apprezzami l’Asino

Cosa vedere a Sapri prima del Cammino di San Nilo: il Sentiero Apprezzami l’Asino

Una passeggiata tra mare e memoria lungo uno dei sentieri più belli della costa cilentana

Se sei arrivato a Sapri con l’intenzione di metterti in cammino, fermati un momento. Prima di lasciare il mare alle spalle, c’è un sentiero che merita attenzione. Si chiama Apprezzami l’Asino ed è uno dei percorsi più affascinanti del Golfo di Policastro. Non fa parte del tracciato ufficiale del Cammino di San Nilo, ma è una deviazione che arricchisce l’esperienza. Ti accompagna lungo la costa, ti mostra la roccia viva, ti fa rallentare prima ancora di partire. Qui puoi scaricare la traccia in GPX.

Tra uliveti, scogliere e silenzi affacciati sul mare

Il sentiero inizia dal porto di Sapri e si sviluppa lungo il promontorio costiero, fino alla Torre di Mezzanotte, al confine con la Basilicata. Si cammina tra uliveti e macchia mediterranea, con il mare sempre accanto. La prima parte è ampia, comoda, adatta a tutti. È il tratto che a Sapri chiamano Sentiero degli Innamorati, dove la costa si mostra con dolcezza.

Poi la traccia si restringe, si fa più selvaggia. Si entra in una parte più autentica, più esposta, dove ogni passo richiede attenzione. Ma il paesaggio ripaga: calette nascoste, grotte nella roccia, scorci aperti sull’orizzonte. Tra le deviazioni più suggestive, la Grotta del Cartolano e la Spiaggia degli Angeli. In fondo, la Torre di Mezzanotte chiude il percorso con una vista ampia sul Golfo.

È un sentiero che si può percorrere in mezza giornata, adatto a chi ha un passo sicuro e abitudine al cammino. Meglio evitarlo in caso di pioggia o vento forte. Meglio ancora, viverlo nelle ore fresche, al mattino presto o al tramonto.

Perché si chiama così

La storia che dà il nome al sentiero è tanto concreta quanto spiazzante. Nei secoli passati, Apprezzami l’Asino era una delle poche vie di collegamento tra Sapri e Maratea, percorsa da viandanti e animali da soma. Il tracciato era stretto, senza possibilità di manovra.

Quando due asini si incrociavano in un punto troppo angusto per passare entrambi, bisognava decidere. Si fermavano, si stimava il valore degli animali. Si “apprezzavano”. Quello meno utile, più vecchio o fragile, veniva sacrificato. Il padrone riceveva metà del suo valore in denaro.

Era una pratica accettata, brutale ma necessaria, dettata dalle condizioni del territorio e dalla logica del tempo. Oggi resta solo il nome, memoria di un modo diretto di affrontare i limiti imposti dalla geografia. Nessun mito, nessuna morale. Solo un frammento di realtà lasciato in eredità da chi viveva e viaggiava con i piedi ben piantati a terra.

Una parentesi costiera prima del primo passo verso l’interno

Questo sentiero non è parte del Cammino di San Nilo, ma ne condivide lo spirito. Invita a rallentare, ad ascoltare, a scegliere percorsi meno battuti. Per chi parte da Sapri, è un’occasione per iniziare il viaggio da un punto diverso. Non subito verso l’alto, ma lungo la costa, con il mare a sinistra e i pensieri che si sistemano piano.

È un buon modo per cominciare: con calma, senza fretta, lasciandosi attraversare dalla bellezza prima ancora di cercarla.

Il Cammino di San Nilo non è fatto solo di tappe. È fatto di deviazioni che insegnano a guardare meglio, di soste che diventano necessarie. Se sei a Sapri, Apprezzami l’Asino è un sentiero che vale il passo.

Per scoprire tutte le tappe, le novità e i contenuti del Cammino, visita www.camminodisannilo.it e seguici su Instagram e Facebook @camminibizantini.