Tredici amministrazioni. Tredici modi di dire la stessa cosa.

Tredici amministrazioni. Tredici modi di dire la stessa cosa.

Quando si cammina attraverso tredici comuni, si incontra qualcosa che non è scritto su nessuna mappa. Sono le persone che abitano questi borghi e che li amministrano, li custodiscono, li tengono in piedi. Cammini d’Italia li ha incontrati uno per uno, e li ha lasciati parlare.

Quello che segue non è una rassegna istituzionale. È un coro.

Sapri

Per il sindaco di Sapri il cammino è un nodo. Non un punto di partenza, ma un luogo dove i percorsi si incontrano. Un territorio che si rilegge attraverso i passi di chi lo attraversa, dal Neanderthal a Pisacane, fino a San Nilo.

Torraca

A Torraca il cammino è storia che torna visibile. Il Castello Baronale, i vicoli, la mostra di Mercadante. Il sindaco parla di radici, e di come certi posti aspettino solo di essere attraversati per rivelare quello che custodiscono da secoli.

Casaletto Spartano

Cinque anni di cammino hanno cambiato il passo di Casaletto. La sindaca racconta di una crescita silenziosa: pochi camminatori all’inizio, poi sempre di più, poi ogni giorno. E di un’accoglienza che non si improvvisa, che si costruisce insieme all’associazione Gazania, un passo alla volta.

Morigerati

Il sindaco di Morigerati sceglie una parola precisa: apprezzato. Non famoso, non visitato. Chi percorre questo tratto ne rimane affascinato, e lo dice. È una soddisfazione che non riguarda solo Morigerati, ma l’intero Basso Cilento.

Caselle in Pittari

Qui la riflessione va oltre il turismo. Il sindaco parla di spopolamento, di borghi che rischiano di svuotarsi, di tradizioni che non possono finire con l’ultimo abitante. Il cammino, dice, è anche uno spot nel senso più serio del termine. Un modo per dire che queste aree interne esistono, e vale la pena che continuino a farlo.

Tortorella

Tortorella non è tappa ufficiale. Ma il sindaco non ci sta a passare inosservata. Parla di cento posti letto, di sentieri verso il Castedduoro, di un mulino dell’anno mille restaurato. E di una chiesa basiliana dove, verosimilmente, è passato San Nilo. Il cammino non smette mai, anche fuori dal tracciato.

Rofrano

Poche parole, dirette. Il sindaco di Rofrano garantisce accoglienza e invita i camminatori a fermarsi. In questo territorio chi si ferma trova sempre qualcosa che non si aspettava.

Laurito

Il sindaco di Laurito usa una parola nuova: destagionalizzazione. Ma non come dato tecnico, come cambiamento reale. Attività ricettive che per la prima volta progettano su sei, sette mesi. Posti di lavoro che prima non c’erano. Il cammino come economia lenta, concreta, che regge.

Montano Antilia

Il cammino ha dato stimoli all’amministrazione, non solo ai camminatori. Il sindaco di Montano Antilia parla di aree attrezzate, di percorsi migliorati. Di un territorio che si è messo in ordine per accogliere chi passa.

Futani

Futani è lungo l’ottava tappa, tra l’Abbazia di Santa Cecilia e il borgo medievale di Eremiti. Il sindaco invita a fermarsi, con quella semplicità diretta di chi sa cosa ha da offrire e non ha bisogno di convincere nessuno.

Cuccaro Vetere

Il sindaco di Cuccaro Vetere li ha interrogati di persona, i camminatori. Li ha fermati e ha chiesto. Erano entusiasti, dice, e pronti a tornare. Non per il cammino, ma per il paese. È questa la differenza che fa un percorso fatto bene.

San Mauro la Bruca

A San Nazario, frazione di San Mauro la Bruca, nel 940 d.C. un giovane di nome Nicola varcò la soglia di un’abbazia e divenne monaco. Il sindaco lo racconta con la precisione di chi custodisce una memoria viva. San Nazario, dice, non è solo una frazione. È un momento di storia.

Palinuro

L’ultimo timbro si mette in Pro Loco. Il sindaco di Palinuro chiude il coro con un dato che dice tutto: i camminatori arrivano anche a gennaio, febbraio, marzo, mesi in cui questo territorio era storicamente silenzioso. Il cammino ha cambiato il calendario di un’intera costa.

Tredici voci, tredici angolazioni diverse. Ma sotto, una sola cosa: la consapevolezza che questo territorio, attraversato lentamente, restituisce qualcosa che non si misura in chilometri.

L’iniziativa rientra nelle attività di promozione del Cammino di San Nilo finanziate dal Ministero del Turismo nell’ambito dell’Avviso per lo sviluppo dell’offerta turistica dei Cammini religiosi italiani, grazie al progetto “Cilento Outdoor” candidato dalla Comunità Montana Bussento – Lambro e Mingardo