Sono passate alcune settimane dalla partecipazione dei Cammini Bizantini a Fa’ la cosa giusta!, la più importante fiera italiana dedicata agli stili di vita sostenibili e al turismo lento, svoltasi a marzo a Milano. Eppure, l’energia, gli incontri e gli stimoli raccolti in quei giorni continuano ancora oggi ad accompagnare il nostro lavoro.
La presenza all’interno della Piazza Percorsi ci ha offerto l’opportunità di confrontarci con camminatori, operatori turistici, associazioni, amministratori e appassionati provenienti da tutta Italia. Un’occasione preziosa per raccontare il progetto dei Cammini Bizantini, ma soprattutto per ascoltare esperienze, raccogliere idee e costruire nuove relazioni.
A distanza di alcune settimane, possiamo affermare che uno degli insegnamenti più importanti emersi da quella esperienza riguarda il valore della cooperazione. Promuovere un territorio non significa soltanto renderlo visibile, ma costruire reti solide tra persone, comunità, imprese e istituzioni, valorizzando competenze e professionalità diverse. È una sfida complessa che richiede visione, responsabilità e capacità di lavorare insieme.
Proprio in questa direzione stiamo orientando il lavoro del 2026, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il progetto dei Cammini Bizantini, renderlo sempre più condiviso e capace di generare opportunità concrete per i territori attraversati.
La crescita del fenomeno dei cammini in Italia conferma che questa strada è quella giusta. Il rapporto annuale sui cammini pubblicato da Terre di mezzo evidenzia infatti un costante aumento del numero dei viaggiatori che scelgono di esplorare il Paese a piedi, privilegiando esperienze autentiche e sostenibili.
Ancora più significativo è il dato relativo all‘impatto economico generato da questo settore: oltre 336 milioni di euro distribuiti lungo i territori interessati dai percorsi. Una ricchezza che, a differenza di quanto accade spesso nel turismo di massa, resta nelle comunità locali e sostiene piccole strutture ricettive, agriturismi, attività commerciali e servizi diffusi nei borghi e nelle aree interne.
Per noi questo rappresenta molto più di un dato statistico. È la conferma che il cammino può diventare uno strumento concreto di sviluppo locale, capace di creare valore economico, culturale e sociale senza compromettere l’identità dei luoghi.
Guardando alle settimane trascorse da marzo a oggi, portiamo con noi il ricordo degli incontri avvenuti a Milano, ma soprattutto la consapevolezza che il futuro dei cammini si costruisce giorno dopo giorno, attraverso il lavoro quotidiano di tante persone che credono in un modello di turismo più lento, più umano e più sostenibile.
Il percorso continua, con nuovi progetti, nuove collaborazioni e nuovi camminatori pronti a scoprire il patrimonio storico, culturale e paesaggistico custodito lungo i Cammini Bizantini.
Perché ogni passo compiuto da un viaggiatore rappresenta anche un’opportunità per il territorio che lo accoglie.