Tappa 07

Da Montano Antilia a San Nazario

Da Montano Antilia a San Nazario: borghi, memorie e l’attesa del silenzio

La settima tappa del Cammino si conclude nel luogo dove sorse il monastero di San Nazario, che accolse San Nilo da Rossano per essere tonsurato. La suggestiva sosta all’abbazia italogreca di Santa Cecilia, poco oltre la frazione di Castinatelli, segna il momento più spirituale di tutto il percorso. A San Nazario si può cenare solo presso l’Agricampeggio, in alternativa occorre portarsi le provviste oppure raggiungere in 2 km San Mauro La Bruca.

La tappa consente di attraversare alcuni paesi, come Massicelle, Futani e Cuccaro Vetere, ricchi di storia e tradizioni, e vale la pena percorrerla tutta, in ogni caso essendo piuttosto lunga e impegnativa, proponiamo anche due varianti che accorciano il percorso di alcuni chilometri.

La tappa prende avvio dal municipio di Montano Antilia, da cui si segue la SS 18 in direzione Futani–Cuccaro Vetere. Il primo tratto si sviluppa tra boschi di castagno e scorci montani, in un ambiente fresco e ombreggiato che accompagna il cammino fino al fiume Lambro. Dopo circa 3 km, una deviazione sulla sinistra introduce a un tratto in discesa; poco oltre si incontra il bivio con la variante per Futani, consigliata in caso di piogge intense per evitare il guado.

Si prosegue lungo il percorso principale fino a raggiungere Massicelle, piccolo borgo raccolto tra le colline. Qui, a pochi passi dall’incrocio principale, si trova il Museo del Gioco e del Giocattolo povero,  dove è possibile ottenere il timbro del cammino. Attraversata la frazione, il tracciato alterna asfalto e sentiero, conducendo verso Futani attraverso un ambiente sempre più silenzioso e naturale.

Lasciato il paese, il cammino si dirige verso Cuccaro Vetere: qui il percorso si fa più impegnativo, con una salita decisa, il guado del torrente Torna e un’ultima ascesa che conduce direttamente nel borgo. Una fontana all’ingresso e la piazza principale offrono un luogo ideale per recuperare energie.
Si riparte quindi tra strade secondarie e sentieri immersi nel bosco, seguendo un tracciato antico che attraversa la frazione Eremiti, legata alla tradizione dell’ascesa al Monte Sacro. Il paesaggio alterna tratti ombrosi e aperture sulla valle, mantenendo un carattere raccolto e contemplativo.

Superate le località di Castinatelli e i successivi bivi, si giunge all’Abbazia di Santa Cecilia, una delle testimonianze più significative del monachesimo italogreco nel Cilento, immersa in un contesto di grande quiete.

L’ultimo tratto attraversa un ambiente umido e verdeggiante, tra felci e piccoli corsi d’acqua, per poi risalire verso San Nazario. Il borgo appare improvviso, essenziale e silenzioso: poche case in pietra e un solo minimarket: chi pernotta qui può considerare di portare con sé provviste o raggiungere, a circa 2 km, San Mauro La Bruca, borgo con ulteriori servizi.

Qui tutto rallenta. Il paesaggio si apre, il rumore si spegne. È il punto che prepara all’arrivo, ma anche all’interiorità. Una soglia, nel corpo e nello spirito.

Variante diretta per Futani (-5 km)

Il percorso della variante, oltre a essere più corto, permette di evitare il guado del fiume Lambro, che in inverno o in caso di forti piogge, diventa impraticabile.
Dall’incrocio giriamo a destra prendendo il sentiero storico che porta al borgo di Futani. Dopo poco meno di 2 km incrociamo la strada asfaltata, la attraversiamo e proseguiamo dritto imboccando la stradina ben curata che scende verso il centro storico di Futani. Poco più di 100 m dopo troviamo ancora l’asfalto e ci ricongiungiamo al percorso principale all’incrocio. Il cammino prosegue a destra, mentre se si vuole raggiungere la chiesa madre di San Marco ci si deve dirigere verso il centro del paese.

 

Variante diretta per Santa Cecilia (- 9,2 km )

Da Massicelle imbocchiamo a sinistra via Madonna della Neve, che prende il nome dalla cappella dedicata alla Vergine, e proseguiamo a sinistra lungo via Fiume verso il ponte di Masto Micco, che vediamo alla nostra destra. Ci inoltriamo in una zona molto selvaggia (al momento senza segnaletica, ci sono però delle frecce in vernice e il sentiero è ben tracciato), guadiamo il torrente e dopo circa 200 m proseguiamo, questa volta mantenendo la sinistra, fino alla salita che dopo circa 1 km ci ricongiunge alla traccia principale nei pressi dell’abbazia di Santa Cecilia.

 

Soste e silenzi

  • Tappa lunga e con difficoltà tecniche, da vivere con lentezza e attenzione.
  • Si cammina su strade rurali, tratti asfaltati e sentieri sterrati, tra paesaggi collinari, orti e uliveti.
  • Si attraversano Futani e Cuccaro Vetere, e si può fare una deviazione verso Futani e Santa Cecilia, importante testimonianza del culto italogreco.
  • Il pianoro di San Nazario accoglie con fontana, area sosta e una chiesa ricca di significato spirituale.
  • Il borgo è essenziale ma accogliente: è presente un minimarket; per necessità maggiori si può raggiungere San Mauro La Bruca.
  • La variante per Massicelle regala un’esperienza alternativa tra natura e memoria ludica, ma va affrontata solo con meteo stabile.
  • Una tappa di transizione interiore, che invita al silenzio, alla gratitudine e alla preparazione all’arrivo.

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Statistiche

Referenti di tappa

I timbri

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