Tappa 06

da Rofrano a Laurito e Montano Antilia

Da Rofrano a Montano Antilia, passando per Laurito: una salita gentile, tra castagni, memoria e affreschi

Lasciato il centro di Rofrano, si attraversa il cuore antico del borgo, tra la chiesa di Santa Maria di Grottaferrata e la Porta del Leccio. Da qui si imbocca un antico selciato che scende verso valle, dove il fiume Faraone accompagna i primi passi. Il corso d’acqua, che si ritroverà alla foce a Palinuro, può essere osservato da vicino grazie a un breve sentiero sulla destra prima del ponte.

Superato il fiume, si sale tra coltivi, orti e piccoli insediamenti rurali fino a Treppaoli, dove si cammina tra alberi da frutto e muretti a secco. Poco dopo si incontra un bivio: una breve deviazione conduce a Laurito, piccolo borgo ordinato, ricco di fascino e storia.

Qui, lungo corso Umberto I, si trovano la chiesa di San Giovanni Battista e, poco distante, la preziosa chiesa di San Filippo d’Agira, costruita nel 1283, che custodisce affreschi medievali di rara bellezza, tra cui una Natività assistita. Una fontana e un’area picnic permettono una sosta rigenerante prima di riprendere il cammino.

La salita verso Montano Antilia si fa più dolce e progressiva, immersa in boschi di castagni e tratti di sterrato. L’ultima parte attraversa brevemente la SS 18, prima di immettersi su un sentiero che costeggia una piccola cascata. È il benvenuto del borgo più alto del Cammino, antico feudo normanno adagiato su un’altura, affacciato su vallate ampie e silenziose.

Una tappa che unisce la grazia del paesaggio al valore della memoria, da attraversare con lentezza e occhi aperti.

Orientamenti di tappa

  • Tappa più agevole rispetto alle precedenti, con dislivelli moderati e fondo misto.
  • Il percorso costeggia il fiume Faraone e attraversa zone rurali ricche di fascino e autenticità.
  • La deviazione per Laurito è fortemente consigliata: il borgo offre accoglienza, fontane, un’area picnic e un patrimonio artistico inaspettato.
  • La chiesa di San Filippo d’Agira, con affreschi del XV secolo, è uno dei tesori nascosti del Cammino.
  • L’ingresso a Montano Antilia avviene tra bosco e acqua, segnando l’approdo a un luogo di quiete, storia e panorami aperti.
  • Ideale per recuperare energie e prepararsi alla parte finale del Cammino.

Statistiche

Referenti di tappa

I timbri

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Lungo il cammino

affreschi laurito
Dedicata al patrono del borgo, la Chiesa di San Filippo d’Agira è il cuore...
forra dell'emmesi
n paesaggio selvaggio e suggestivo, dove il fiume Bussento ha scavato gole...
bosco laurito
Questo tratto del cammino conduce attraverso i boschi di faggi secolari...