Chi è San Nilo?

A rendere il Cammino di San Nilo unico nel suo genere è l’incontro di storia, spiritualità, natura e tradizioni.  Il Cammino ricalca il percorso che portò il giovane Nicola, nativo di Rossano Calabro, a vestire l’abito monastico e ricevere il nome di “Nilo” a San Nazario – attualmente frazione del comune di San Mauro la Bruca – dove realizzò la sua vocazione monastica. La riscoperta di questo pellegrinaggio vuol conseguire il recupero di antichi sentieri, attraverso i quali i monaci italogreci segnarono della propria presenza e della propria azione un ampio e ricco territorio. Tuttavia, data la scarsità delle fonti, non sempre è facile una tale ricostruzione, condizionata anche dalle trasformazioni che questi luoghi hanno subìto lungo oltre mille anni di storia. Il Medioevo è segnato dall’aspirazione del cristiano a ritrovare nei pellegrinaggi, specialmente quelli più famosi verso Roma, Gerusalemme e Santiago de Compostela, lo spirito autentico della propria fede. Il Sud d’Italia, per la sua posizione geografica, diventa quindi luogo di passaggio di grande significato per tutti i fedeli. Poste strategicamente al centro delle più importanti vie commerciali e di comunicazione del Mar Mediterraneo, queste regioni sono in quel tempo luoghi di interazione tra Oriente e Occidente. Proprio in questo contesto, dove l’influsso della spiritualità orientale era forte e costante, tra il decimo e l’undicesimo secolo un numero importante di monaci italogreci vengono riconosciuti Santi. Tale clima di scambio e rispetto fra le tradizioni monastiche occidentali e orientali è testimoniato dalla presenza di San Nilo presso il monastero benedettino di Montecassino, dove compone un inno greco in onore di San Benedetto. Nel 1004 d.C., al limitare della sua avventura terrena, nei pressi di Tuscolo (Frascati), avvia l’edificazione di quella che sarà l’istituzione italogreca più importante dell’Occidente cristiano, tuttora potente faro di spiritualità e di cultura orientale alle porte di Roma, Santa Maria di Grottaferrata.

VIAGGIA CON NOI

È sempre possibile percorrere il Cammino di San Nilo in autonomia, scaricando le tracce GPX e aiutandosi con la segnaletica e le indicazioni dei residenti.

Tuttavia, l’esperienza è più significativa se vissuta in compagnia e con l’accompagnamento di una guida specializzata. Per questo organizziamo dei viaggi organizzati per piccoli gruppi, nei periodi dell’anno più belli per camminare.

Prossime partenze

  • Sabato 26 giugno – Domenica 4 luglio 
  • Sabato 17 luglio – Domenica 25 luglio
  • Sabato 28 agosto – Domenica 5 settembre
  • Sabato 23 ottobre – Domenica 31 ottobre
San Nilo di Rossano è uno dei Santi italogreci più rappresentativi, e accoglie in sé le caratteristiche significative del monachesimo bizantino, che si dispiega fra spiritualità e attività della pratica quotidiana. Figura emblematica di un mondo in cui le distinzioni culturali ed etniche non costituivano motivo di diffidenza e di contrasto, ma erano percepite come arricchimento reciproco e fonte di rassicurazione in una realtà dominata dalle incertezze e dall’instabilità, ebbe rapporti coi potenti del suo tempo, con le autorità venute da Costantinopoli e con quelle residenti nella Palermo araba, nonché con personaggi di risalto dell’Europa occidentale, tra cui spiccano i nomi di Ottone III, imperatore di Germania, figlio della principessa bizantina Teofàno, e di Sant’Adalberto, arcivescovo di Praga. Nel 1131 infine il re normanno Ruggiero II, nel Palazzo di Palermo, dona a Grottaferrata il monastero di Santa Maria di Rofrano, insieme con varie altre fondazioni italogreche del Regno di Napoli, concentrate in gran parte nella Lucania occidentale. Il Cammino di San Nilo che presentiamo interessa al momento il tratto che il Santo calabrese percorse nel Cilento meridionale, nella prospettiva che possa in futuro collegare Rossano e Grottaferrata, le due città più rappresentative nel percorso di vita e di fede del Santo. Ma anche altri luoghi rilevanti per la cultura monastica medievale, sia orientale che occidentale, la quale contribuì in maniera determinante all’identità europea – promovendo la lettura e la scrittura, le arti, la meditazione, il lavoro e il dominio del tempo –, potranno essere le tappe di questo e altri futuri Cammini nel Cilento Bizantino.

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